Sergio Silvestrini

Meet him in Red Dot Miami 2018
05-09 December – Booth 507
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IMG_3028-2 Panno steso dimenticato

‘Panno steso dimenticato’, mixed media on photography. Paper Hahnemuhle Photo Rag Satin 310g on aluminium

Sergio Silvestrini has been a photographer for forty-seven years and from thirty-five he is a professional in the field of documentary. His totally unpublished photographic archive contains thousands of shots taken all over the world: an exceptional material for his stunning experiments that characterize him as a pure conceptual artist beyond the limit of photography.

Sergio Silvestrini è da quarantasette anni fotografo, e da trentacinque professionalmente impegnato nel campo del documentario in per importanti produzioni prima in pellicola, poi in digitale.
Il suo eccezionale archivio fotografico totalmente inedito raccoglie migliaia di scatti realizzati in tutto il mondo: Sergio li utilizza come materiale per le sue sperimentazioni di puro astrattismo, che lo caratterizzano come artista squisitamente concettuale oltre il limite della fotografia comunemente intesa.

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‘Camera da letto’, mixed media on photography. Paper Hahnemuhle Photo Rag Satin 310g on aluminium

Where can visual perception arrive? What can one sees? Microscopes and telescopes increase the magnification expanding the space; a camera expands the time. Other instruments allow a holographic, radiographic, thermal, magnetic or infrared vision.
The visual perception is always linked to the space-time unity of the human eye. We see in a given moment and space, when and where the gaze is focused. But it is possible to see more, creating a new space-time unit through a camera travelling fast and orthogonal to the subject, with extremely dilated exposure times. Thus reality coagulates in an image so condensed as to completely dematerializes itself.

Dove può arrivare la percezione visiva? Cosa si può riuscire a vedere? Microscopi e telescopi aumentano l’ingrandimento di un soggetto dilatando lo spazio; una cinepresa dilata il tempo. Altri strumenti permettono una visione olografica, radiografica, termica, magnetica o ad infrarossi.

Il  vedere è sempre legato all’unità spazio-tempo dell’occhio umano. Noi vediamo in un dato momento e spazio, lì dove si focalizza lo sguardo. Ma è possibile vedere “altro, creando una nuova unità spazio-tempo attraverso una macchina fotografica che viaggia velocemente e ortogonale rispetto al soggetto, con tempi di esposizione estremamente dilatati. In questo modo la realtà si concentra in un’immagine talmente densa da smaterializzarsi completamente.

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Cobblestones, road signs, bycicle lanes, holes in the asphalt and tire marks sometimes offer absolutely perfect compositions from a formal and chromatic point of view.
On chipped walls, stained with moisture and dripping pipes and gutters, we find a large part of the history of art, from the Flemish to the eighteenth century Vedutists, from Leonardo’s nuisance to Schifano’s pop, from Constable to Turner, to Friedrich, to Monet.

‘I play with double, specularity, appearance, mystification, showing one thing for another […] Double meanings, double figures. Often images turned upside down, distorted, improbable. Reality and duplicates of reality, further duplicated by photographic representation. And I feel excited to do it with a camera, which more than any other medium should show reality for what it is. ‘

Sampietrini, segnaletica orizzontare bianca, gialla o blu, piste ciclabili rosse, buche, toppe, segni di pneumatici a volte offrono composizioni assolutamente perfette da un punto di vista formale e cromatico. Sui muri scrostati, ridipinti, macchiati di umidità e gocciolamenti da tubi e grondaie si ritrova gran parte della storia dell’arte, dai fiamminghi ai vedutisti del Settecento, dallo sfumato di Leonardo alla pop di Schifano, da Constable a Turner, a Friedrich, a Monet.

‘Gioco con il doppio, la specularità, l’apparenza, la mistificazione, il mostrare una cosa per un’altra […] Doppi significati, doppi sensi, doppie figure. Spesso immagini rovesciate, distorte, improbabili. Realtà, duplicati della realtà, ulteriormente duplicati dalla rappresentazione fotografica. E mi stimola farlo con lo strumento, la macchina fotografica, che più di ogni altro dovrebbe mostrare la realtà per quello che è.’

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