Métamorphose d’un Faune

Atto I – “Refectory” di Ezio Tangini (danza Butoh).
Atto II – “Cahiers d’un Faune” di Jacopo Sabar Giacchino (teatro avantgarde).
Atto III – “Eadem mutata resurgo” di Omari Tessala Marax (danza sperimentale).

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“Métamorphose d’un Faune” è una pièce trasversale fra teatro, danza e ricerca sonora, composta di tre atti unici – di cui gli interpreti sono anche i registi – ispirati all’opera di Mallarmé. Insieme compongono un poema sinfonico concettualmente simbolista, ma scabro e minimale, in cui si inscena una metamorfosi inversa da umano (Atto I), a silvano (il fauno, che dà il titolo alla pièce, nell’Atto II), a crisalide (Atto III).

Vero protagonista di tale metamorfosi è il tempo: dilatato, fluttuante, onirico.
La sospensione temporale nel primo atto (sottolineata dalla totale assenza di suono) muta in tempo oracolare – a Fauno appartiene l’arte della profezia – nel secondo (in cui il suono diventa poesia sonora), e si scioglie infine nel tempo del sogno durante il terzo e ultimo atto.

Un trittico di forte impatto sperimentale, già presentato alla Chiesa della Misericordia di Venezia nel 2017, che mescola tre linguaggi contemporanei: avanguardia, poesia sonora e butoh.